Ex Colonia Varese (Costanzo Ciano)

(E la storia di Josè...)

La Varese è una ex-colonia marittima, progettata da Mario Loreti del 1937 e costruita nel 1938 sulla spiaggia di Milano Marittima dalla Cooperativa Muratori & Cementisti (CMC) di Ravenna per conto

della Federazione dei Fasci della provincia di Varese.

Inaugurata nel 1939 con il nome di Colonia Costanzo Ciano era in grado di ospitare circa mille bambini tra maschi e femmine, suddivisi in camerate e refettori, come imponevano le regole di quei tempi.

Sorta tra la pineta e il mare, con un disegno architettonico di stampo fascista che ricorda un veivolo, la colonia era una sorta di piccola città con una superficie coperta di 4.300 metri quadri su un lotto di circa 61.000.

Con l’avvento delle colonie, le classi meno abbienti potevano finalmente permettersi per la cura dei bambini affetti da malattie quali tubercolosi, rachitismo e scrofola, bagni di sole, di mare, esercizio fisico

ed una controllata ed abbondante alimentazione.

E’ così che la classe dirigente fascista si assicurava che i corpicini gracili e deboli si forgiassero

per formare i futuri operai, soldati e madri della “Grande Italia”.

Le scorrazzate marittime dei piccoli balilla però durarono poco, infatti dopo solo 2 anni, lo scoppio della seconda guerra mondiale cambiò totalmente gli scopi per il quale la Varese era stata concepita.

Nei primi mesi del 1944 infatti, fu presa dai tedeschi che la adibirono a prigione e ospedale, dipingendovi cinque grandi croci rosse: tre sul tetto e due nella parte a mare ancora oggi visibili.

Tanti sono i misteri che la Varese nasconde sotto le lue immense lastre di cemento armato e tra i rovi della sua vegetazione incontrastata, come la costruzione mai avvenuta di una cappella per pregare, o di un piccolo caseggiato adibito ad isolamento per i bambini che contraevano le malattie durante il soggiorno.

Si sa poi che in quegli anni e fino quasi ai giorni nostri, le rigide regole delle colonie imperavano. Addirittura, quando i genitori andavano a trovare i figli, non gli era permesso di entrare nella colonia

e si potevano salutare solo attraverso la recinzione perimetrale.

La colonia fu presieduta da un custode fino al 1969 e dagli anni ’90 è sotto la competenza dei Beni Culturali in quanto ha compiuto i 50 anni dalla data di costruzione. Tutelata e vincolata per la forma e le sue caratteristiche costruttive, che hanno segnato un'epoca per quel che riguarda l'architettura razionale italiana, è l’ennesimo ecomostro sul nostro bel territorio, che come un boccone indigesto, non va ne sù ne giù… 

Sono lontani i tempi in cui l’ingegnere Luigi Zafferri, incaricato di redigere una stima dei danni di guerra, descriveva l’ampio viale e piazzale di accesso, i vialetti, le aiuole a fiori e a prato,

e la rimanente parte a pineta naturale e spiaggia. 

Tra il 2014 e il 2015 è avvenuto per la prima volta un crollo di una parte della colonia, segno che la struttura sta diventando seriamente più pericolante di quanto non lo fosse già prima.

Tante volte, fin da piccolo, quando passavo davanti a questa colonia, mi chiedevo che segreti nascondessero quei secolari pini... Così, finalmente, percorrendo quel sentiero pulito che serpeggia nella pineta, ho dato sfogo alla mia curiosità, addentrandomi dentro uno dei simboli dell'abbandono nella mia zona...

Il mio racconto personale lo trovate insieme alla storia di josè...

 

Curiosità: 

la colonia Varese fu il set cinematografico di due film: nel 1970 Marcello Aliprandi girò la Ragazza di latta ed in seguito, nel 1983, Pupi Avanti la scelse come scenografia del film horror Zeder, sceneggiato insieme al fratello e a Maurizio Costanzo e dal quale ho preso in prestito la colonna sonora per il video

dedicato a Josè e alla Colonia Varese.

Si narra poi, che al centro della corte predominasse un busto probabilmente raffigurante Costanzo Ciano o Benito Mussolini, nella posa del saluto romano, che però non fu mai ritrovato. 

E che dire delle famose rampe, che la rendono inconfondibile, servivano a collegare le due ali laterali dei dormitori a piani alterni, in modo tale che i maschi non potessero comunicare con le femmine. Si è poi sempre detto che i tedeschi in ritirata le fecero saltare, ma il ritrovamento di una foto del 1947 testimonia senza alcun dubbio che la struttura era perfettamente in piedi anche dopo la guerra. Fatto sta che le scale furono inspiegabilmente abbattute negli anni successivi e oggi le rampe che vediamo sono frutto di un restauro

iniziato negli anni ’60 e mai portato a termine.

Questa è la storia di Josè, una storia che merita di essere raccontata...

Josè è un senzatetto che dal 2003 vive tra la Varese e la ex colonia di fronte. 

Una splendida persona che ha fatto di necessità virtù, e che si è costruito un suo comodo nido

nella ex Colonia Varese, e se ne prende cura come se fosse davvero "casa sua".

LA SLIDE SHOW

Mettete play e lasciate che

le parole

si sovrappongano

alle immagini...

IL MIO VIDEO 6 settembre 2015

La colonna sonora è un omaggio al film "Zeder" un film horror del 1983, diretto dal regista Pupi Avati e da lui sceneggiato con il fratello Antonio e Maurizio Costanzo, ambientato in gran parte nella Colonia Varese.

I VIDEO DELLA VOCE ROMAGNOLA

Agosto 2008: Gli inquilini della colonia Varese di Milano Marittima

Novembre 2008: Alla colonia Varese di Milano Marittima nulla è cambiato...

Novembre 2009: La Storia della colonia Varese

I VIDEO DELLA VOCE ROMAGNOLA

Marzo 2009: Intervista a Josè nella colonia davanti alla Varese

PARTE 1

PARTE 2